Nuove scoperte a Fano: la prima fase di scavo svela un muro absidato e apre scenari inediti sulla Basilica di Vitruvio
Strutture, pavimenti e materiali: cosa racconta il sottosuolo di Fano
«In queste settimane abbiamo raccolto conferme importanti, ma sono emersi anche elementi del tutto nuovi», ha spiegato Casci Ceccacci. Le indagini hanno interessato vari settori dell’area di scavo, permettendo di definire con maggiore precisione strutture murarie e livelli pavimentali di epoca romana. Sul lato di via Arco d’Augusto, in corrispondenza del perimetrale della basilica, sono state documentate le spoliazioni post‑romane, con il rinvenimento di ceramiche databili tra XI e XII secolo d.C. Un indizio prezioso che testimonia il riutilizzo dell’area in epoca medievale. Di particolare rilievo anche il ritrovamento del basamento della sesta colonnasu l lato Darderi, seppur parzialmente compromesso da interventi successivi, e la prosecuzione della messa in luce del piano pavimentale romano e di un nuovo tratto murario lungo via Montevecchio. Elementi che contribuiscono a delineare con sempre maggiore precisione la planimetria del monumento vitruviano.
«Dati importanti, non ancora conclusivi»: il commento del sindaco
«Iniziamo finalmente a vedere dati importanti», ha dichiarato il sindaco di Fano, Luca Serfilippi. «Non sono ancora conclusivi, ma rappresentano elementi fondamentali per definire con maggiore precisione quella che riteniamo essere la Basilica di Vitruvio e per comprendere le trasformazioni che l’edificio ha subito nel tempo, confermandone una lunga continuità di vita». Le indagini, ha ricordato il sindaco, stanno permettendo di ricostruire forme, dimensioni e strutture dell’edificio, completando proprio quelle parti che Vitruvio non descrive esplicitamente nel De Architectura, ma che lascia intuire come presenti.
Un tassello nuovo nella storia della città romana
La scoperta del muro absidato e la progressiva definizione delle strutture della basilica rappresentano un passo decisivo per comprendere l’assetto monumentale della Fanum Fortunae romana. Un lavoro che intreccia ricerca scientifica, tutela e progettualità futura, e che promette di restituire alla città un frammento fondamentale della sua identità antica.
Fonte: ANSA

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