Il non finito ai Musei Capitolini: il progetto espositivo prorogato fino al 4 gennaio 2027

Il viaggio dentro il mistero dell’incompiuto continua: Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva, il progetto espositivo allestito nelle sale della Pinacoteca dei Musei Capitolini dal 15 gennaio, viene -prorogato al 4 gennaio 2027. Una scelta che rispecchia l’interesse crescente del pubblico per un tema affascinante e tutt’altro che marginale nella storia dell’arte. Curata da Costanza Barbieri (coordinatrice del Work Package 2 di EAR – Enacting Artistic Research e docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma) e Claudio Seccaroni (ENEA), la mostra invita a osservare da vicino il processo creativo nascosto dietro alcuni dipinti incompiuti della Pinacoteca Capitolina. Un percorso che accompagna il visitatore nelle fasi di ideazione e costruzione dell’opera, rivelando ripensamenti, modifiche e soluzioni tecniche che l’occhio umano non potrebbe cogliere senza l’aiuto della diagnostica. Grazie a strumenti di imaging, riflettografia e spettroscopia, le tele si lasciano interrogare e raccontano la loro storia più segreta. 

Le opere

È il caso del Cristo e l’adultera (1525-1528) di Jacopo Palma il Vecchio, dove le varianti lasciate a vista mostrano l’incertezza del gesto della mano di Cristo; oppure dell’Anima beata (1640-1642) di Guido Reni, che rivela cambiamenti in corso d’opera nella posizione delle gambe e delle ali. E ancora, le diverse fasi di realizzazione nei dipinti del Garofalo, che emergono come stratificazioni di pensiero. La mostra offre così una vera e propria “prodezza”: entrare nel laboratorio mentale dell’artista, osservando il processo creativo mentre prende forma. Una prospettiva resa possibile da metodologie normalmente riservate al restauro, ma qui applicate per indagare la poetica del non finito. Una categoria estetica antica, che attraversa i secoli: già Plinio il Vecchio ricordava come l’incompiuta Venere di Cos di Apelle fosse considerata superiore, per intensità espressiva, a molte opere perfettamente rifinite. Nessuno degli allievi osò completarla, intuendo che proprio quell’incompletezza fosse parte della sua forza. Da Leonardo a Michelangelo, da Tiziano a Guido Reni, fino agli impressionisti e all’arte contemporanea, il non finito diventa un invito alla partecipazione: davanti a un’opera incompleta, il cervello dell’osservatore si attiva, immagina, completa, prosegue idealmente il gesto dell’artista. È un dialogo silenzioso, un atto creativo condiviso. 

Percorso espositivo 

  • Ingresso Pinacoteca - Sarcofago strigilato con i busti dei coniugi 
  • Sala 1 - Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Circoncisione (Prestito della Galleria Cantore di Modena) 
  • Sala 2 - Jacopo del Palma, Cristo e l’adultera 
  • Sala 3 - Guido Reni, Silvio, Dorinda e Linco (Allegoria dell’amore rifiutato); Guido Reni, Gesù e San Giovannino; Guido Reni, Maddalena penitente; Guido Reni, Fanciulla con corona; Guido Reni, Anima beata (bozzetto); Guido Reni, Anima beata; Modello 3D, Anima beata (ABAfi); Guido Reni, Fanciulla con anfora; Guido Reni, Lucrezia; Guido Reni, Cleopatra; Ludovico Carracci, Ritratto di giovane

Promotori e partner 

Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative legate alla Giornata della Memoria, insieme alla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’organizzazione è affidata all’Accademia di Belle Arti di Roma nell’ambito del progetto EAR – Enacting Artistic Research, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU con fondi PNRR. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da Artemide Edizioni

Fonte: Musei Capitolini

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