I tarocchi, dalle corti rinascimentali alla cultura pop: la Morgan Library racconta sei secoli di storia

Nati come elegante passatempo nelle corti milanesi, molto prima di diventare strumenti di divinazione, i tarocchi Visconti approdano alla Morgan Library & Museum di New York con una grande mostra che attraversa sei secoli di storia, dalle origini quattrocentesche alle visioni artistiche contemporanee. Tarot! Renaissance Symbols, Modern Visions, aperta fino al 4 ottobre nella storica casa-museo del finanziere J.P. Morgan, riunisce per la prima volta in Nord America la maggior parte delle carte figurate del celebre mazzo Visconti-Sforza, creato per celebrare l’unione tra due delle più potenti famiglie milanesi. La rassegna raccoglie idealmente il testimone dalla mostra appena conclusa all’Accademia Carrara di Bergamo, con cui la Morgan ha collaborato in un progetto di ricerca internazionale. 

Il mazzo Visconti-Sforza: un capolavoro del Rinascimento 

Attribuito a Bonifacio Bembo, il Visconti-Sforza è considerato il più importante mazzo di tarocchi rinascimentali giunto fino a noi. J.P. Morgan, appassionato di solitari e incuriosito dalle tradizioni esoteriche, ne acquistò 35 carte nel 1911 dagli antiquari parigini Hamburger Frères. Altre 26 finirono all’Accademia Carrara, mentre le restanti rimasero agli eredi della famiglia Colleoni. Grazie al prestito del museo bergamasco, la mostra newyorkese riunisce oggi 45 carte figurate, affiancate da altri preziosi mazzi: il Visconti di Modrone, conservato a Yale, e il Brambilla, custodito alla Pinacoteca di Brera. Questi tarocchi ricostruiscono l’atmosfera di un sofisticato gioco di corte, basato su strategie paragonabili a quelle degli scacchi e popolato dalle allegorie degli Arcani Maggiori: Amore e Morte, Fortuna, Tempo e Follia, il Matto, l’Imperatore, la Papessa, la Ruota della Fortuna. Come ricorda il direttore della Morgan, Colin Bailey, solo alla fine del Settecento, in Francia, quelle immagini iniziarono a essere reinterpretate come strumenti per leggere il destino. 

Dal Rinascimento alla contemporaneità

La mostra non si limita al passato: porta i tarocchi nel presente con serate speciali dedicate alle letture delle carte, su prenotazione. Il percorso prosegue poi nel Novecento, quando i tarocchi diventano fonte di ispirazione per artisti e movimenti alla ricerca di linguaggi alternativi. Dal revival dell’occulto in Gran Bretagna ai surrealisti, fino alla controcultura americana degli anni Sessanta e Settanta, le carte si trasformano in un repertorio di simboli e archetipi. Tra gli artisti in mostra compaiono André Breton, Leonora Carrington, Remedios Varo e Niki de Saint Phalle, con il suo celebre Giardino dei Tarocchi a Capalbio. A chiudere il percorso, un’opera commissionata all’artista britannico-nigeriano Chris Ofili, che reinterpreta in chiave contemporanea la figura del Guaritore. Fuori dalle sale, un abito della prima collezione di Maria Grazia Chiuri per Dior., ispirato ai tarocchi Visconti, dialoga con una selezione di film e serie tv che testimoniano quanto l’immaginario delle carte continui a permeare la cultura pop. 

Un progetto internazionale di ricerca 

L’esposizione è il risultato di un ampio progetto che ha coinvolto, oltre alla Morgan Library, l’Accademia Carrara, Yale, Brera, il Metropolitan Museum of Art, l’Art Institute of Chicago e il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale. Per la prima volta, i tre più antichi mazzi di tarocchi superstiti sono stati analizzati in profondità, confermandone le radici nella tradizione dei manoscritti miniati dell’Italia del Quattrocento

Fonte: ANSA

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