Il ritorno della Tomba François: un capolavoro etrusco consegnato alla collettività
Un’eredità restituita dopo oltre un secolo
“La restituzione della Tomba François al patrimonio pubblico rappresenta un traguardo storico”, ha dichiarato il Ministro Giuli. Dal 1914 lo Stato italiano tentava di acquisire questo complesso figurativo, oggi finalmente consegnato alle giovani generazioni come testimonianza viva delle radici etrusche, del dialogo con Roma e della comune eredità mediterranea. Il Ministro ha inoltre annunciato l’intenzione del Ministero della Cultura di entrare nella Fondazione Vulci, per rafforzare la tutela e la valorizzazione di uno dei siti archeologici più importanti d’Europa.
Una celebrazione condivisa
All’inaugurazione erano presenti Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale (DIVA), Massimo Osanna, Direttore generale Musei, e Luana Toniolo, Direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Con loro, Jean-Christophe Babin, Presidente di Fondazione Bvlgari, che ha sostenuto il progetto con un intervento mirato alla valorizzazione degli spazi espositivi. Russo ha sottolineato come l’acquisizione apra “una nuova fase di ricerca, divulgazione e conoscenza”, mentre Osanna ha ricordato che ogni opera “continua a vivere attraverso gli allestimenti, le narrazioni e le domande che ogni generazione le rivolge”. Toniolo, infine, ha evidenziato la forza della collaborazione pubblico–privato che ha reso possibile la restituzione al pubblico di un capolavoro “in tutta la sua eccezionale bellezza”.
Un capolavoro riscoperto
Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba è scavata nel tufo e decorata da 37 pannelli dipinti e due cippi litici. Realizzata tra il 340 e il 320 a.C., rappresenta una delle più alte testimonianze della pittura etrusca e dell’arte antica giunta fino a noi. La sua decorazione è un intreccio magistrale di mito greco, memoria storica etrusca e identità aristocratica. Le iscrizioni dipinte permettono ancora oggi di riconoscere personaggi e vicende che mescolano storia, leggenda e rappresentazione del potere. Tra le scene più celebri: - il sacrificio dei prigionieri troiani per i funerali di Patroclo, - la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, - il ritratto del fondatore della tomba, Vel Saties, - le imprese di Macstarna (il futuro Servio Tullio) che libera il condottiero vulcente Celio Vibenna.
La mostra “Il Ritorno degli Eroi”
Il percorso espositivo dialoga con gli affreschi attraverso reperti provenienti da:
- British Museum,
- Royal Museums of Art and History di Bruxelles,
- Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna,
- Istituto Archeologico Germanico di Roma. Tra i pezzi più preziosi: orecchini in oro della famiglia Saties, collane in lamina d’oro, un anello raffigurante Cassandra, scarabei, vasi e un askos a forma di leone. Oggetti che ricompongono il corredo funerario e restituiscono al pubblico la ricchezza materiale e simbolica della tomba.
Un patrimonio finalmente riunito
Grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, e al lavoro congiunto della Direzione generale Musei e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, la Tomba François entra definitivamente nel patrimonio dello Stato. Villa Giulia offre ora un percorso unitario che intreccia pittura, reperti archeologici e testimonianze familiari, restituendo al pubblico uno dei complessi figurativi più importanti dell’Etruria antica. Un racconto potente, che unisce mito e memoria e che da oggi appartiene a tutti.
Fonte: MIC

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