Una nuova opera nelle collezioni dello Stato: l’Italia accoglie "Tod und Auferstehung" di Otto Dix
Sono le parole il Ministro della Cultura Alessandro Giuli per l’ingresso nelle collezioni pubbliche della serie di incisioni Tod und Auferstehung (Morte e resurrezione), realizzata da Otto Dix nel 1922, uno dei massimi interpreti dell’arte europea del primo Novecento. La serie, presentata all’Ufficio Esportazione di Roma per ottenere l’attestato di libera circolazione, è stata riconosciuta come opera di rilevante interesse storico-artistico. Su indirizzo del Ministro, il Ministero della Cultura ne ha disposto l’acquisizione, destinandola all’Istituto Centrale per la Grafica.
“Il patrimonio italiano si arricchisce di un’opera di straordinario valore storico”
Una testimonianza potente sulle ferite della guerra
Tod und Auferstehung è una narrazione visiva di grande intensità: attraverso un segno incisivo e volutamente crudo, Dix racconta gli effetti devastanti della Prima Guerra Mondiale, le ferite fisiche e morali lasciate dal conflitto e la profonda crisi sociale che ne seguì in Germania.
La serie si colloca tra le espressioni più radicali della sua ricerca artistica, sospesa tra la Nuova Oggettività e le tensioni dell’Espressionismo. La forza delle immagini e il loro impatto emotivo ne fanno uno dei momenti più significativi della grafica europea del primo Novecento. “Questa serie ci consegna, con lucidità e coraggio, la memoria delle ferite della guerra e il compito della cultura di trasformarle in coscienza di comunità”, ha sottolineato il Ministro Giuli.
Un’acquisizione che rafforza il ruolo dell’Istituto Centrale per la Grafica
L’arrivo dell’opera arricchisce in modo significativo le collezioni dell’Istituto, diretto da Fabio De Chirico e parte della Direzione generale Musei e del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DIVA).
La serie di Dix permette infatti di integrare il nucleo novecentesco con un’opera rara e di eccezionale rilevanza, rappresentativa delle avanguardie storiche europee.
L’acquisizione si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione delle collezioni pubbliche promosso dalla Direzione generale Musei, guidata da Massimo Osanna, che punta a rafforzare il ruolo degli istituti nazionali come presìdi di tutela, ricerca e accessibilità.
Conservazione e futura fruizione
La serie è attualmente affidata al Laboratorio di restauro opere su carta dell’Istituto per le valutazioni conservative necessarie.
Al termine degli interventi, sarà catalogata e progressivamente resa fruibile al pubblico, entrando a pieno titolo nel patrimonio culturale dello Stato.

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