Scavi all’Olmo di Este: l’Università di Verona riporta alla luce la città romana

L'area dell’Olmo di Este (Padova) torna protagonista della ricerca archeologica. Grazie alla concessione del Ministero della Cultura e al contributo della Fondazione Cariparo, l’Università di Verona ha avviato una nuova campagna di indagini, la prima dopo gli interventi degli anni Settanta e Ottanta. Un passo fondamentale in vista della futura riqualificazione dell’area, destinata a diventare un parco pubblico.

Un’indagine per riscoprire il cuore dell’antica Ateste

Il team di archeologi dell’ateneo veronese sta lavorando allo studio stratigrafico del sito, con l’obiettivo di far emergere nuovi dati sul decumano, l’asse viario che attraversava la città romana, e sulle murature legate al foro, il fulcro della vita pubblica dell’antica Ateste. Questa nuova campagna rappresenta un tassello importante per comprendere meglio la struttura urbana e l’evoluzione storica della città. 

Aperture straordinarie dello scavo 

Per permettere ai cittadini di seguire da vicino i progressi delle ricerche, sono previste due giornate di apertura: 

- 22 maggio 

- 29 maggio.

Durante le visite, gratuite e curate dagli archeologi, sarà possibile osservare lo scavo da vicino e scoprire come si ricostruisce la storia attraverso la terra. 

Un progetto che fa rinascere un’area poco conosciuta 

Il progetto di valorizzazione dell’area archeologica dell’Olmo — sostenuto dalla Fondazione Cariparo e realizzato in collaborazione con la Soprintendenza e il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona — punta a trasformare uno spazio oggi marginale in un nuovo punto di interesse culturale per la città. 

Come partecipare alle visite 

La partecipazione è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria (max 25 persone per turno). È possibile iscriversi: - tramite QR code presente nella locandina - via email: - s.pastorello@comune.este.pd.it - c.zorzan@comune.este.pd.it - telefonando ai numeri: 0429 617556 / 584. Gli appuntamenti del mattino sono riservati alle scuole. In caso di maltempo, le attività saranno sospese. 

Fonte: Soprintendenza di Trento, Belluno


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