Monopattini elettrici: cambiano le regole per circolare in Italia
🚦 Contrassegno identificativo: cosa cambia
Tutti i monopattini dovranno essere dotati di un contrassegno adesivo, plastificato e non rimovibile, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il contrassegno sarà:
- obbligatorio per circolare
- associato a una copertura assicurativa valida
- unico per ogni veicolo, così da garantirne la tracciabilità.
L’obiettivo è contrastare furti, usi impropri e circolazione irregolare, introducendo un sistema di identificazione chiaro e verificabile.
🖥️ Una piattaforma digitale per tutte le operazioni
Il decreto istituisce una piattaforma telematica nazionale, gestita dal Centro Elaborazione Dati della Motorizzazione, che diventerà l’unico canale per:
- richiedere il contrassegno
- rinnovo o cancellazione
- segnalazione di furto o smarrimento
- associazione tra proprietario e veicolo.
L’accesso avverrà tramite SPID di livello 2 o Carta d’Identità Elettronica. Anche imprese e studi di consulenza automobilistica potranno operare tramite sistemi dedicati. Il processo sarà completamente digitale: inserimento dati, scelta del punto di ritiro, pagamento tramite PagoPA e ritiro del contrassegno presso l’ufficio selezionato. Per i minori dai 14 anni, la richiesta dovrà essere presentata da chi esercita la responsabilità genitoriale.
💶 Costi e sanzioni
Il costo del contrassegno è di 8,66 euro, a cui si aggiungono:
- imposta di bollo
- diritti di motorizzazione
Per un totale di circa 33 euro. Chi circola senza contrassegno rischia una sanzione da 100 a 400 euro, con riduzione in caso di pagamento entro cinque giorni. I controlli saranno effettuati da tutte le autorità competenti: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie locali.
⏳ Ritardi e criticità: cosa aspettarsi
La fase attuativa sta mostrando difficoltà: gli uffici della Motorizzazione sono in affanno e i contrassegni arrivano in ritardo. Una situazione che rischia di penalizzare i cittadini che hanno già presentato domanda ma non riceveranno il “targhino” entro il 16 maggio. Da più parti si chiede una tutela per chi ha già avviato la procedura, evitando sanzioni ingiuste.
🛴 Un passo avanti per la sicurezza, ma i controlli saranno decisivi
Il provvedimento rappresenta un importante passo verso una regolamentazione più solida della micromobilità elettrica, sempre più diffusa nelle città italiane. L’obiettivo è:
- aumentare la sicurezza
- garantire tracciabilità
- responsabilizzare gli utenti.
Resta però aperto il nodo dei controlli, considerati il vero banco di prova della riforma. Senza una vigilanza costante, il rischio è di replicare quanto accaduto con l’obbligo del casco del 2024, ancora largamente disatteso.
Fonte: Federconsumatori

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