Una straordinaria riscoperta alla Chiesa degli Eremitani: la visita del Direttore Generale ICCROM e del Ministro della Cultura

Foto © Ministero della Cultura

La Chiesa degli Eremitani di Padova torna al centro dell’attenzione internazionale per una scoperta che getta nuova luce sulla storia dell’arte rinascimentale. Il Direttore Generale dell’ICCROM, Aruna Francesca Maria Gujral, e il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, hanno visitato il sito per approfondire una recente e sorprendente riscoperta: trentuno frammenti di pittura murale del XIV e XV secolo, provenienti dalla celebre Cappella degli Ovetari. I frammenti, rinvenuti negli archivi dell’ICCROM, rappresentano una testimonianza preziosa della produzione artistica di maestri come Andrea Mantegna, Nicolò Pizzolo, Antonio Vivarini e Giovanni d’Alemagna, figure chiave del Rinascimento padovano. La loro ricomparsa racconta una storia di sopravvivenza che attraversa i secoli. 

Una memoria ferita dalla guerra 

La scoperta assume un valore ancora più profondo se si considera la tragica vicenda del sito. Nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale, la chiesa fu colpita duramente dai bombardamenti alleati. Gli affreschi della Cappella degli Ovetari andarono in frantumi: decine di migliaia di pezzi dispersi, una delle perdite culturali più dolorose per l’Italia del tempo. Ritrovare oggi anche solo una parte di quel patrimonio significa restituire voce a un capitolo artistico che sembrava irrimediabilmente perduto. 

Un progetto condiviso per ricostruire memoria e identità 

Durante la visita, ICCROM e Ministero della Cultura hanno concordato di avviare un progetto congiunto che coinvolgerà la comunità locale e i diversi attori del territorio. L’obiettivo è esplorare soluzioni innovative per ricongiungere i frammenti al loro contesto originario, valorizzandoli come simbolo di resilienza e rinascita. L’iniziativa punta a mostrare come la ricostruzione del patrimonio culturale possa diventare un motore di coesione sociale, rafforzando il senso di appartenenza e identità collettiva. La presenza del Direttore Generale e del Ministro rappresenta un passo significativo nella collaborazione tra ICCROM e Ministero, aprendo la strada a nuove opportunità di ricerca, tutela e valorizzazione.

Fonte: MIC

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