Pompei, completato il monitoraggio dell’intera città antica: nasce un nuovo modello di tutela e manutenzione programmata
🔍 Un’indagine capillare: 13.000 ambienti analizzati uno per uno
Il monitoraggio ha coinvolto:
- architetti
- ingegneri
- restauratori
- archeologi che per oltre otto mesi hanno lavorato in ogni angolo della città antica.
Sono stati esaminati 13.000 ambienti, appartenenti a circa 1.200 unità catastali tra case, botteghe e spazi pubblici. In passato, la mancanza di una conoscenza aggiornata e sistematica aveva portato a perdite importanti: affreschi documentati nel Settecento e Ottocento oggi scomparsi, fino al crollo della Schola Armaturarum nel 2010, evento che diede avvio al Grande Progetto Pompei.
💻 Una web app per la tutela continua
Per superare queste criticità, il Parco ha sviluppato – insieme al Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno e alla società Visivalab – un sistema informatico dedicato al monitoraggio costante del sito. Grazie a una web app progettata su misura, i tecnici hanno potuto:
- registrare ogni forma di degrado
- classificarla per tipologia, estensione e gravità
- allegare fotografie e note
- aggiornare i dati in tempo reale
Tutto il sistema è digitale fin dall’origine, consentendo analisi avanzate anche tramite strumenti informatici e intelligenza artificiale.
🗺️ Una mappatura completa per programmare la manutenzione
Le segnalazioni raccolte sono state automaticamente inserite in un sistema cartografico. In base alla gravità, gli interventi sono stati suddivisi in:
- manutenzione ordinaria (gestita dalle squadre interne)
- manutenzione straordinaria (coperture, murature, pavimenti, mosaici, affreschi), attivata tramite accordo quadro.
Per la prima volta Pompei dispone di una visione globale e aggiornata dello stato di conservazione dell’intero sito, con la possibilità di programmare interventi mirati e tempestivi.
📊 Nuove conoscenze scientifiche
Dall’analisi dei dati emergono correlazioni tra diverse tipologie di degrado: un risultato prezioso per comprendere le dinamiche di rischio e prevenire futuri deterioramenti. Un patrimonio di informazioni che potrà essere condiviso con altri siti archeologici che affrontano sfide simili.
Le voci delle istituzioni
Alessandro Giuli, Ministro della Cultura ha dichiarato: “Pompei è un grande laboratorio per l’idea di Tutela. Il nuovo sistema di monitoraggio offre finalmente una mappatura completa del sito e una conoscenza circostanziata di ogni suo elemento. Conoscere è fondamentale per intervenire e agire.” Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale ha detto: “Una conoscenza puntuale dello stato di conservazione consente interventi più efficaci e migliora la fruizione, ampliando progressivamente le aree accessibili.” Andrea Carandini, Archeologo ha espresso soddisfazione per il progetto: “Un sogno concepito quindici anni fa diventa realtà. Pompei diventa un modello di conoscenza e tutela sistematiche.” Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco archeologico di Pompei ha commentato: “Conservare Pompei è una sfida enorme. La tecnologia ci permette di migliorare continuamente il nostro lavoro. La conoscenza dettagliata del sito è la base imprescindibile per ogni intervento.”
🧭 Un modello replicabile per il futuro
L’approccio adottato a Pompei segna un cambio di paradigma:
- manutenzione preventiva, non più solo emergenziale
- visione globale, non frammentata
- programmazione triennale, non interventi sporadici
- sostenibilità, grazie alla previsione dei costi e alla gestione razionale delle risorse
- replicabilità, come modello per altri siti archeologici. Un passo decisivo verso una tutela moderna, scientifica e tecnologicamente avanzata.
Fonte: MIC

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