"Metamorfosi. Ovidio e le arti": dal 23 giugno la Galleria Borghese diventa un laboratorio del mutamento

Dal 23 giugno al 20 settembre 2026, Galleria Borghese inaugura Metamorfosi. Ovidio e le arti, un grande progetto espositivo nato dalla collaborazione con Rijksmuseum di Amsterdam. Curata da Francesca Cappelletti e Frits Scholten, la mostra arriva a Roma dopo la tappa olandese – in chiusura il 25 maggio – e si presenta in una veste autonoma, pensata appositamente per gli spazi della Villa. 

Un poema che continua a generare immagini 

Al centro del progetto c’è il poema ovidiano per eccellenza, Metamorfosi  un testo che da duemila anni alimenta l’immaginario occidentale e offre agli artisti un repertorio inesauribile di miti, passioni, violenze, desideri e redenzioni. La mostra parte proprio da qui: dalla metamorfosi come principio universale, chiave per leggere il cosmo, la materia e la condizione umana. Un mondo in cui tutto cambia, tutto scorre, tutto si trasforma. 

La Galleria Borghese: un luogo nato per il mito 

Non è un caso che questo progetto trovi casa alla Galleria Borghese. La Villa voluta dal cardinale Scipione Borghese affonda le sue radici nell’universo simbolico ovidiano: un’architettura pensata per intrecciare mito, arte e autorappresentazione. Nel Settecento, con i restauri di Marcantonio IV Borghese affidati ad Antonio Asprucci, questa vocazione si è rafforzata: le sculture sono diventate il cuore delle sale, immerse in un apparato decorativo ispirato proprio a Metamorfosi. Qui Ovidio non è un riferimento: è una presenza strutturale.

Il cuore della mostra: il mutamento come forza generativa 

Il percorso espositivo mette in scena la metamorfosi come energia che attraversa e ridefinisce tutto: il corpo, la natura, il tempo. Accanto ai grandi temi ovidiani – Amore, Aldilà, creazione del mondo – la mostra esplora anche l’affascinante fenomeno dell’Ovide moralisé, la riscrittura medievale che ha influenzato profondamente l’iconografia rinascimentale. Dai maestri del Rinascimento e del Barocco – Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin – fino ad artisti più vicini a noi come Gerôme, Rodin e Brancusi, l’esposizione racconta come i miti ovidiani abbiano continuato a generare forme, idee e visioni. 

Bernini al centro del racconto 

Intorno ai capolavori della Galleria – Apollo e Dafne e il Plutone e Proserpina di Gian Lorenzo Bernini, insieme alle altre sculture mitologiche della collezione – la mostra riafferma l’attualità del mito e il suo ruolo nella costruzione dell’immaginario europeo. Un dialogo serrato tra arte e letteratura, tra materia e racconto, tra forma e trasformazione. 

Un’esperienza simbolica e sensoriale 

Il percorso invita il visitatore a immergersi in una visione del mondo in cui dei, uomini e natura condividono un destino comune: cambiare. La metamorfosi diventa così non solo trasformazione fisica, ma una vera categoria estetica e filosofica, capace di interrogare il rapporto tra tempo, spazio, materia e forma. 

Il catalogo 

Prodotto con il Rijksmuseum, il catalogo – disponibile in italiano, inglese e olandese – raccoglie tutte le opere esposte nelle due sedi e include saggi di studiosi italiani e olandesi. 

I partner 

La Galleria Borghese ringrazia Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia e Webuild S.p.A. per il loro sostegno. 

Fonte: Galleria Borghese

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