Venosa riscopre il suo anfiteatro romano: ripartono gli scavi dopo 40 anni

🏛️  Dopo quasi quarant’anni di silenzio, gli scavi archeologici dell’anfiteatro romano del Parco Archeologico di Venosa (Potenza) sono ufficialmente ripresi. Un intervento atteso e strategico che nei prossimi mesi sarà accompagnato da attività di studio e progettazione finalizzate alla valorizzazione dell’intera area. L’obiettivo è ambizioso: esplorare i settori del monumento ancora non indagati, recuperare dati oggi perduti e chiarire le modalità costruttive, le trasformazioni dell’edificio e il rapporto tra le strutture e il pendio naturale. Una nuova lettura del monumento, aggiornata e scientificamente fondata, che potrà restituire al pubblico un pezzo fondamentale della Venusia romana. A darne notizia è stata la Direzione Generale dei Musei, che ha finanziato la ripresa delle indagini. 

🔍 Le nuove scoperte: strutture, spoliazioni e un possibile vomitorium 

La recente campagna di scavo ha interessato un’area di circa 400 mq nel settore nord‑ovest dell’anfiteatro. Gli archeologi hanno documentato una stratigrafia complessa, segnata da tagli e riempimenti moderni, e hanno individuato tracce di profonde spoliazioni post‑antiche, probabilmente legate al cantiere medievale della vicina è la Chiesa Incompiuta arte con materiali di reimpiego. Le indagini hanno inoltre permesso di riconoscere elementi strutturali legati alla circolazione del pubblico, forse riferibili a un vomitorium o a un sistema di rampe e scale della cavea. Un tassello importante per comprendere l’organizzazione interna dell’edificio. 

🏟️ Un gigante della Venusia romana 

L’anfiteatro, situato nel settore nord‑occidentale del parco archeologico dedicato a Orazio, fu scoperto tra il 1841 e il 1842 durante scavi ordinati dal governo borbonico. Ha una forma ellittica, un’estensione di circa 7.600 mq e fu costruito sfruttando sia il pendio naturale sia un terrapieno artificiale. Un’opera monumentale che racconta l’urbanitas e l’importanza della città in epoca romana. 

🗣️ Le parole del direttore Tommaso Serafini 

Il direttore dei “Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa”, Tommaso Serafini, ha commentato così la ripresa delle attività: «Si apre una nuova stagione di scavi che consentirà di ampliare le conoscenze sull’anfiteatro, espressione dell’urbanitas dell’antica Venusia, con l’obiettivo di restituire l’intero monumento alla fruizione pubblica». 

Fonte: ANSA

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