Saepinum svela una nuova domus monumentale: una scoperta che riscrive la storia della città antica
🏛️ Una nuova, straordinaria scoperta archeologica emerge dagli scavi di Saepinum: una domus monumentale affacciata sul decumano, riportata alla luce dopo anni di ricerche e destinata a diventare un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione urbana e sociale della città romana.
La scoperta cambia la prospettiva su Saepinum
Le indagini, condotte tra il 2023 e il 2025 nel sito di Altilia (Campobasso) e sostenute dal Ministero della Cultura, hanno interessato l’area di Porta Bojano dove è riemersa una domus di eccezionale rilievo, dotata di un ingresso monumentale affacciato su una delle principali arterie cittadine. L’edificio racconta una storia lunga secoli: dalla prima età imperiale fino al VI secolo d.C., testimoniando continuità abitativa e modelli residenziali di alto livello.
🏺 Reperti che parlano di commerci, vita quotidiana e innovazione
Dalla domus provengono ceramiche, antefisse, monete e oggetti d’uso quotidiano che rivelano:
- intensi contatti commerciali con il Mediterraneo
- trasformazioni funzionali degli spazi nella tarda antichità
- un livello tecnologico sorprendente.
Tra i ritrovamenti più affascinanti spicca un grande contenitore in piombo, decorato con motivi solari e teste di Gorgone: parte di un sofisticato sistema domestico per il riscaldamento dell’acqua.
🏛️ Nuovi indizi dal Foro e dal cardo massimo
La campagna 2025 ha portato alla luce anche:
- frammenti architettonici in marmo
- un’iscrizione onoraria del 139 d.C., sotto Antonino Pio, che conferma il legame tra Saepinum e la casa imperiale.
Dopo oltre vent’anni sono ripresi gli scavi nel Foro, dietro l’Arco dei Nerazi: lo studio di circa 400 blocchi lapidei sta chiarendo le fasi più antiche del complesso e il passaggio dall’insediamento sannitico alla città romana. Sono emerse anche strutture produttive di età tardo-repubblicana, probabilmente legate alla lavorazione della lana. Lungo il cardo massimo, presso Porta Terravecchia, gli archeologi hanno documentato la continuità d’uso della strada anche in epoca post-antica. Tra le scoperte più suggestive: un tesoretto di monete del V secolo d.C., riconducibile alla fase bizantina.
🗣️ Le voci degli esperti
Per Massimo Osanna, Direttore generale Musei, i risultati «confermano l’importanza della ricerca archeologica come strumento fondamentale di conoscenza». Secondo Enrico Rinaldi, direttore del Parco archeologico di Sepino, le nuove scoperte «confermano il ruolo centrale di Saepinum nella rete urbana dell’Italia romana e aprono nuove prospettive per lo studio e la valorizzazione del sito».
Fonte: ANSA

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