Ministero della Cultura acquisisce il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” di Caravaggio: un capolavoro entra nelle collezioni dello Stato

Un nuovo, straordinario capolavoro entra a far parte del patrimonio artistico italiano. Al Ministero della Cultura è stato firmato l’atto di acquisto del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberin di Caravaggio, alla presenza del Ministro Alessandro Giuli, del Direttore Generale Musei Massimo Osanna, del Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica Thomas Clement Salomon e del notaio Luca Amato. Al termine delle procedure amministrative, il dipinto sarà assegnato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, entrando stabilmente nelle collezioni di Palazzo Barberini, la casa più naturale per un’opera dedicata alla figura che diventerà poi papa Urbano VIII.

🎨 Un’acquisizione storica per l’arte italiana 

Dopo oltre un anno di trattative, il Ministero annuncia l’acquisto di uno dei ritratti più rari e significativi del Merisi. Attribuito da Roberto Longhi e unanimemente riconosciuto dalla critica internazionale, il dipinto è stato esposto per la prima volta al pubblico proprio a Palazzo Barberini, durante la grande mostra Caravaggio 2025, visitata da oltre 450.000 persone. Il Ministro Giuli ha sottolineato come questa acquisizione, insieme a quella recente dell'Ecce Homo di Antonello da Messina, rientri in una strategia più ampia di rafforzamento del patrimonio pubblico: “Vogliamo rendere accessibili a studiosi e appassionati capolavori che altrimenti finirebbero nel mercato privato. È un risultato di grande rilevanza, frutto del lavoro competente e appassionato di molte persone”. 

💶 Un investimento senza precedenti 

Il dipinto è stato acquistato per 30 milioni di euro, una delle cifre più alte mai investite dallo Stato italiano per un’opera d’arte. Un impegno che testimonia la volontà di preservare e valorizzare opere fondamentali per la storia dell’arte occidentale. 

🖼️ Un ritratto raro e fondamentale nella produzione del Merisi 

Il quadro raffigura Maffeo Barberini intorno ai trent’anni, quando era chierico della Camera Apostolica, in un momento cruciale della sua ascesa politica. Longhi definì questo ritratto uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna, grazie alla straordinaria intensità psicologica che Caravaggio riesce a imprimere al personaggio. Nel corpus delle opere certe del Merisi – circa sessantacinque in tutto il mondo – i ritratti sono pochissimi: solo tre sono unanimemente riconosciuti. Questo rende l’acquisizione ancora più preziosa. 

🏛️ Un nuovo dialogo a Palazzo Barberini 

L’arrivo del ritratto ha anche un forte valore simbolico. A Palazzo Barberini l’opera potrà dialogare con: - gli altri dipinti di Caravaggio presenti in collezione 

- la straordinaria raccolta di caravaggeschi 

- la celebre Giuditta che decapita Oloferne, acquistata dallo Stato nel 1971 e fondamentale per la riscoperta moderna del Merisi. 

A oltre cinquant’anni da quell’acquisizione storica, il nuovo ingresso rappresenta un ulteriore passo avanti nelle politiche di ampliamento del patrimonio pubblico e nella valorizzazione del sistema museale nazionale.

Fonte: MIC

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