Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari: a Palazzo Ducale un viaggio nel sacro dell’Italia antica

Inaugurata a Venezia, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente di Cipro Nikos Christodoulidīs, la mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari. L’esposizione, ospitata nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale, sarà visitabile fino al 29 settembre e propone un affascinante racconto dedicato al ruolo dell’acqua nelle pratiche religiose dell’antichità. 

🌊 Acqua come origine, cura e identità 

Il percorso espositivo indaga il valore generativo, terapeutico e simbolico dell’acqua nelle due grandi civiltà dell’Italia preromana. Mari, fiumi, sorgenti e acque termali diventano luoghi di incontro con il divino, spazi di guarigione e punti di transito culturale. Come ha ricordato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, «questa mostra ci insegna che l’antico è sempre presente», sottolineando il ruolo di Venezia come centro di relazioni culturali e di dialogo tra civiltà. 

🤝 Un progetto internazionale 

La mostra nasce da una collaborazione tra: 

- Ministero della Cultura italiano 

- Vice-Ministero della Cultura della Repubblica di Cipro 

- Fondazione Musei Civici di Venezia 

- Fondazione Luigi Rovati di Milano.

Curata da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, l’esposizione coinvolge un comitato scientifico internazionale e numerosi musei italiani, che hanno concesso prestiti di eccezionale valore, molti dei quali provenienti da scavi recenti. Il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha definito l’iniziativa «un racconto che parla alle radici dell’Italia e, allo stesso tempo, al nostro presente», ricordando come l’acqua sia un elemento identitario per la città. 

🏺 Oltre 700 reperti per raccontare due civiltà 

Il percorso riunisce oltre 700 reperti, offrendo una panoramica ampia e suggestiva sul rapporto tra sacro e acqua.

Tra gli Etruschi 

- La Testa di Leucothea da Pyrgi, potente immagine legata alla protezione dei naviganti. 

- Il deposito votivo della Banditella, la più antica testimonianza di culto all’aperto legato a una sorgente.

- Le celebri lamine d’oro di Pyrgi (in copia). 

- I bronzi di San Casciano dei Bagni, esposti per la prima volta. 

- Ceramiche greche da Marzabotto, tra cui una raffinata kylix attica

- Reperti da Adria e Spina, porti sacri dell’Adriatico settentrionale. 

Tra i Veneti 

- Il disco bronzeo di Montebelluna, con la dea clavigera. 

- L’unica formula votiva nota in lingua venetica, incisa sull’orlo di un lebete di Altino. 

- Gli ex voto del santuario termale di Montegrotto

- I celebri simpula di Lagole di Calalzo, spezzati ritualmente dopo l’uso. 

- Gli oggetti votivi legati alla scrittura e alla tessitura dal santuario di Pora Reitia a Este

- I reperti del porto sacro di Altino, crocevia di culture etrusche, italiche e celtiche. 

🌀 Un Mediterraneo che unisce 

La mostra mette in luce come Etruschi e Veneti, pur diversi per geografia e radici culturali, abbiano condiviso un rapporto profondo con l’acqua e con il movimento: scambi di materie prime, idee, tecniche e saperi che hanno contribuito alla formazione dell’identità mediterranea e, nel lungo periodo, europea. 

🎧 Un finale immersivo: “We are bodies of water” 

Il percorso si chiude con un’installazione di Giovanni Bonotto, realizzata con la Fondazione Bonotto e il Museo di Storia Naturale di Venezia. Un grande arazzo in fibre riciclate e ottiche, accompagnato da un poema sonoro, invita a riflettere sulle fragilità ambientali contemporanee della Laguna.

Fonte: MIC

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