Villa Sora riemerge dal passato: nuove scoperte raccontano gli ultimi istanti prima dell’eruzione del 79 d.C.

🏛️ Un ambiente finora sconosciuto, decorazioni di altissima qualità e le tracce tangibili di un cantiere interrotto all’improvviso. A oltre trent’anni dalle ultime indagini sistematiche, Villa Sora, nel territorio di Torre del Greco, torna a parlare grazie alle nuove ricerche archeologiche avviate nel novembre 2025. E lo fa con rivelazioni che arricchiscono la conoscenza di una delle più affascinanti ville marittime del Golfo di Napoli. 

🔍 Un nuovo tassello nella storia della villa 

Il nuovo intervento, condotto dal Parco archeologico di Ercolano, ha permesso di ampliare in modo significativo il quadro delle conoscenze sulla villa, portando alla luce contesti finora inesplorati e ricostruendo con maggiore precisione le fasi di vita della residenza, bruscamente interrotte dall’eruzione del Vesuvio. Le indagini si sono concentrate sul fronte nord-orientale, dove è stato individuato un ambiente di circa 10 mq, piccolo nelle dimensioni ma straordinario nella qualità delle sue decorazioni.

🎨 Pitture raffinate e un soffitto che racconta miti e natura 

I frammenti pittorici rinvenuti restituiscono un programma decorativo di grande pregio: 

- Pareti su fondo scuro, scandite da fasce in rosso cinabro 

- Aironi elegantemente disposti attorno a un candelabro dorato 

- Soffitto chiaro, ornato da ghirlande, fregi e figure mitologiche 

- Grifi e un centauro in movimento, dipinti con notevole maestria.

Un repertorio iconografico che testimonia il livello altissimo della committenza e la ricercatezza degli ambienti residenziali. 

🧱 Un cantiere interrotto: ciste, marmi e capitelli 

Il contesto del ritrovamento è altrettanto significativo. All’interno dell’ambiente sono state rinvenute: 

- Tre ciste in piombo finemente decorate 

- Elementi architettonici in marmo bianco di alta qualità 

- Un capitello perfettamente conservato 

- Ulteriori frammenti marmorei riconducibili allo stesso intervento.

La lavorazione esclusivamente a scalpello e la presenza di materiali pronti per essere installati indicano che l’ambiente era utilizzato come deposito di cantiere. Villa Sora, dunque, era in piena fase di lavori quando l’eruzione del 79 d.C. ne decretò la fine improvvisa. 

🌋 La violenza dell’eruzione nelle stratigrafie 

La lettura degli strati ha permesso di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi distruttivi: 

- impatto delle colate piroclastiche

- crollo delle coperture e del soffitto, 

- successivo cedimento delle pareti. Un quadro che restituisce con forza la drammaticità di quei momenti. 

🌊 Una villa scenografica affacciata sul mare 

Edificata intorno alla metà del I secolo a.C. e più volte rinnovata, Villa Sora si sviluppava lungo la costa con un impianto scenografico articolato su terrazze digradanti verso il mare. L’estensione stimata – circa 150 metri lungo il litorale – racconta una dimora di altissimo livello, dotata di ambienti residenziali e di rappresentanza di grande eleganza. 

🏺 Un progetto che guarda al futuro 

Lo scavo rientra nella Campagna nazionale di scavi archeologici promossa dalla Direzione generale Musei, avviata nel 2024 e rafforzata nel 2025 con un investimento di 4,8 milioni di euro. A Villa Sora, un finanziamento di 150.000 euro ha permesso di riattivare un percorso di ricerca che ora apre la strada a un programma più ampio di studio e valorizzazione. Come sottolinea il Direttore generale Musei Massimo Osanna, queste nuove evidenze non solo arricchiscono la conoscenza scientifica, ma offrono basi più solide per raccontare al pubblico la vita quotidiana di una grande villa marittima interrotta dalla catastrofe. 

Fonte: MIC


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