La Minerva torna ad Arezzo: una storia di comunità che si riaccende
🌱 Un progetto che mette al centro le comunità
L’inaugurazione rappresenta il primo passo del progetto nazionale Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura, promosso dal Ministero della Cultura per rafforzare la partecipazione attiva dei cittadini nei processi di valorizzazione del patrimonio. Ad accompagnare il taglio del nastro, la performance teatrale itinerante Minerva è qui. Quando una dea torna a casa, un racconto simbolico che guiderà il pubblico nel viaggio della statua verso la sua città d’origine.
🖼️ La mostra
Aperta dal 15 febbraio al 6 settembre 2026, l’esposizione propone un ampio programma di attività: incontri, laboratori, seminari e iniziative partecipate rivolte a scuole, associazioni e cittadini. L’obiettivo è chiaro: rafforzare il legame tra patrimonio, territorio e comunità, restituendo alla Minerva il suo ruolo di catalizzatore identitario. Il progetto si inserisce nel solco della collaborazione tra Arezzo e Firenze, già sperimentata con successo nel 2025 con il ritorno temporaneo della Chimera di Arezzo.
🏺 La statua: un capolavoro dell’antichità
Ritrovata nel 1541 durante uno scavo presso San Lorenzo, la Minerva fu donata a Cosimo I de’ Medici** e divenne parte delle collezioni granducali. Oggi, grazie a un allestimento immersivo, la statua torna ad Arezzo in uno degli ambienti più suggestivi del museo, dove il pubblico potrà ripercorrerne:
- la scoperta
- la fortuna collezionistica fiorentina
- la complessa storia conservativa La Minerva (h. 150,5 cm) raffigura la dea Atena/Minerva con chitone, himation, egida e elmo corinzio. Gli studi più recenti la datano ai primi decenni del III secolo a.C., probabilmente realizzata in ambito italico o magnogreco.
🔧 Il restauro
Il restauro condotto tra il 2000 e il 2008 ha restituito la flessuosità originaria della figura, rivelando dettagli tecnici raffinati come l’uso del rame per labbra e ciglia. In mostra sarà esposta anche una copia in bronzo realizzata dalla Fonderia Artistica Marinelli, che documenta l’aspetto della statua dopo i restauri settecenteschi di Francesco Carradori.
🏛️ Il percorso espositivo
La mostra approfondisce il contesto del ritrovamento, collegato alla domus di San Lorenzo, una lussuosa residenza romana del I secolo a.C.–I secolo d.C. Un nuovo allestimento valorizza mosaici, pavimenti in opus sectile, decorazioni parietali, bronzetti e arredi, restituendo il ruolo della Minerva come elemento di prestigio all’interno della domus. Il percorso si allarga poi alla Arezzo romana (Arretium), ricostruendo il tessuto urbano antico: l’asse viario nord-sud, il complesso teatro-terme e l’area forense suggerita dagli elogia Arretina. La mostra dedicata alla Minerva non è solo un ritorno, ma un nuovo inizio: un investimento culturale che rafforza il museo, il territorio e il senso di appartenenza della comunità.
Fonte: MIC

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