Come l’Intelligenza Artificiale sta cambiando le città: la ricerca che svela il “feedback loop urbano”

🧠🏙️ L’Intelligenza Artificiale non sta trasformando solo il modo in cui ci muoviamo, ma anche la forma stessa delle città. Le interazioni tra algoritmi, persone e spazio urbano generano infatti un sistema complesso, in cui la distribuzione delle visite e la polarizzazione dei luoghi contribuiscono a ridisegnare la vita urbana. È quanto emerge da una nuova ricerca di Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” del Cnr di Pisa (Cnr‑Isti), realizzata in collaborazione con il Cnr‑Icar di Palermo e la Scuola Normale Superiore di Pisa, e pubblicata sulla rivista Machine Learning

🔄 Il “feedback loop” tra algoritmi e città 

Secondo i ricercatori, questo è il primo studio che modella in modo esplicito il ciclo di influenza reciproca tra: 

- sistemi di raccomandazione (come Google Maps, TripAdvisor, Yelp, TheFork), 

- comportamenti individuali, 

- trasformazioni urbane. 

Come spiega Luca Pappalardo (Cnr‑Isti), l’obiettivo non è valutare quanto un algoritmo sia accurato, ma che tipo di città contribuisce a creare nel tempo. Le scelte suggerite dalle app influenzano i nostri spostamenti, che a loro volta modificano la percezione e l’uso degli spazi urbani. 

📍 Più varietà per il singolo, più concentrazione per la collettività 

Lo studio evidenzia un doppio effetto: 

- a livello individuale, gli algoritmi possono ampliare la varietà dei luoghi visitati, invitando a scoprire posti nuovi; 

- a livello collettivo, però, tendono a concentrare il traffico su pochi luoghi molto popolari, accentuando le disuguaglianze tra aree urbane. Un paradosso che mostra come l’IA possa, allo stesso tempo, favorire l’esplorazione e rafforzare la polarizzazione. 

🧪 Un simulatore per capire come cambiano i flussi urbani 

Per analizzare questi fenomeni, il team ha sviluppato un simulatore del ciclo umano‑IA, articolato in quattro fasi: suggerimento, decisione, dato, adattamento. Come racconta Giovanni Mauro (Scuola Normale), il focus è sugli algoritmi che suggeriscono dove andare in base alle abitudini degli utenti, osservando non solo le scelte individuali ma anche le dinamiche collettive che ne derivano. 

🏛️ L’algoritmo come “attore urbano” 

Per Marco Minici (Cnr‑Icar), la portata dello studio è anche culturale: per la prima volta l’algoritmo viene considerato un vero e proprio attore urbano, capace di influenzare equilibri spaziali, accessibilità e salute sociale delle città. È un cambio di paradigma che invita a progettare sistemi di raccomandazione più consapevoli, capaci di ottimizzare non solo l’esperienza del singolo, ma anche il benessere collettivo

🏛️ Un aiuto per le amministrazioni 

Il gruppo di ricerca auspica che questi strumenti possano diventare un supporto concreto per le amministrazioni pubbliche, aiutandole a comprendere e governare l’impatto delle tecnologie digitali sulla vita urbana. Un passo importante verso città più intelligenti, ma anche più eque e sostenibili.

Fonte: CNR



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