Gli italiani e l’educazione finanziaria: tra interesse, cautela e bisogno di consulenza
⚠️ Minacce scintillanti al risparmio
Il rapporto evidenzia anche i rischi legati al mondo digitale:
- 47,8% degli italiani ha ricevuto proposte di trading online rivelatesi truffe.
- 59,5% si è imbattuto più volte in pubblicità accattivanti sui social legate a piattaforme di investimento. Segnali che mostrano quanto sia facile cadere in tentazioni pericolose.
🛡 La cautela che protegge
Nonostante il disinteresse dichiarato, gli italiani mostrano un atteggiamento prudente:
- oltre l’80% si dice cauto davanti a conti deposito con tassi troppo alti o investimenti concentrati su un solo prodotto.
- simile prudenza riguarda criptovalute, aziende poco trasparenti e app di trading che promettono guadagni rapidi. In questa fase storica, l’88,5% dei disinteressati e l’87,9% degli interessati dichiara di essere ancora più attento nella gestione dei propri risparmi.
👩💼 Meglio affidarsi a un esperto
La maggioranza degli italiani preferisce il supporto di un consulente:
- 60,6% dei disinteressati e 62,6% degli interessati si rivolge a figure professionali.
- Tra chi investe, quasi la metà si affida a un consulente stabile o alla banca.
- Il 31,9% è disposto a usare piattaforme di trading online, ma solo se affiancato da un esperto. Molti riconoscono che il trading online può semplificare la gestione, ma non sostituire la competenza di un professionista.
📢 La voce di Assogestioni
“Il Rapporto conferma che, al di là del livello di alfabetizzazione finanziaria, esiste una consapevolezza diffusa sull’importanza di affidarsi a figure professionali nella gestione del risparmio”, ha commentato Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni. In un contesto segnato da promesse di guadagni facili e fonti non qualificate, la gestione professionale diventa presidio essenziale. L’educazione finanziaria, conclude Galli, è lo strumento che aiuta a riconoscere il valore della competenza e della trasparenza, costruendo un sistema più inclusivo e orientato al lungo termine.
Fonte: Censis

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