La fragola del Metapontino ottiene il riconoscimento IGP: un primato per l’Italia
📜 Un disciplinare modello
Il disciplinare approvato rappresenta un punto di svolta per un settore che, negli anni, aveva visto respinte diverse candidature di tutela. A promuovere il progetto è stato un Comitato riunito dalle Organizzazioni di Produttori Ortofrutticoli della Basilicata, insieme all’Azienda agricola sperimentale ALSIA di Pantanello (Bernalda, MT).
📚 Il contributo del Cnr
Fondamentale è stato il lavoro dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Cnr (Cnr Ispc), che ha curato la redazione del disciplinare e del fascicolo tecnico, approfondendo la storicità della fragola in Basilicata e il suo legame con il territorio. Il gruppo di ricerca della sede di Potenza – composto da Agata Maggio, Annarita Sannazzaro e coordinato da Stefano Del Lungo – ha integrato studi di genetica delle piante con dati storico-topografici, antropologici, archeologici e linguistici.
🔎 Una storia che affonda le radici nel tempo
Le indagini hanno permesso di ricostruire un percorso che parte dalla fragola di bosco (Fragaria vesca, L.), già presente nel V secolo a.C., utilizzata nella farmacopea e coltivata insieme alla vite. La storia prosegue con sperimentazioni tra la fine dell’Ottocento e gli anni ’60-’70, fino alla moderna produzione intensiva che ha reso il Metapontino un polo di eccellenza.
🏅 Un riconoscimento che guarda al futuro
Il successo del progetto ha portato al Cnr anche una nota di encomio da parte della Regione Basilicata (prot. n. 94623 del 18.04.2024). Oggi, con l’IGP, la fragola lucana entra ufficialmente tra i prodotti simbolo della qualità agroalimentare italiana, rafforzando il legame tra tradizione, ricerca e innovazione. ✨ Un frutto che racconta secoli di storia e che ora, con il marchio IGP, diventa ambasciatore della Basilicata e dell’Italia nel mondo.
Fonte: CNR
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