Funghi acquatici protagonisti a Venezia: arte e scienza si incontrano nella mostra “Bio≠"
Funghi acquatici e arte
🎨 Vita Fluttuante è il titolo dell’opera realizzata da Sara Manfio, giovane artista dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia, in collaborazione con il microbiologo Pietro Marchese dell’Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR (Cnr-Irsa) e il suo team. L’installazione ha rappresentato la biodiversità fungina che popola ambienti estremi come ghiacciai, fiumi e mari, includendo funghi vivi isolati da questi habitat, visibili e in crescita durante tutta la durata della mostra.
La tecnica per realizzare l'opera
🔬 “I funghi acquatici sono organismi straordinari: simbiotici, ecologicamente versatili, capaci di produrre enzimi e metaboliti utili anche per la detossificazione ambientale,” ha spiegato Marchese. “Non possiamo più ignorarli: il loro ruolo negli ecosistemi è cruciale.” 🎨 Manfio ha utilizzato coloranti scientifici come il blu di lattofenolo e la fucsina basica per creare un ponte visivo tra il mondo microscopico e quello artistico. “L’opera gioca con ingrandimenti e dimensioni, trasformando soggetti invisibili in protagonisti visivi. Sono esseri umili, ma vitali per l’equilibrio del pianeta,” ha raccontato l’artista. 🌐 **ARSMar**, nato nel 2019 in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, è un progetto che unisce arte e scienza attraverso la co-creazione. Ogni edizione affronta temi ambientali urgenti, trasformandoli in esperienze immersive. Tra le edizioni passate: Oceani ritratti da artisti e ricercatori (2019), Il pianeta blu si tinge di rosso (2021), Antropocene: la Terra sotto attacco (2023) 🧭 La quarta edizione, Bio≠, ha ampliato lo sguardo a tutti gli ecosistemi, ed è parte del Biodiversity Gateway del National Biodiversity Future Center, con il supporto dei progetti europei FUNACTION e MoSTFun (Biodiversa+), e del nuovo gruppo IUCN SSC sui Funghi Acquatici. Una mostra che ha saputo dare voce a ciò che solitamente resta invisibile, trasformando la biodiversità in bellezza e consapevolezza.
Fonte: CNR
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